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Published by kTeam on 23 Luglio 2024
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Tessuto adiposo bianco e bruno: quali sono le differenze?

  • Luglio 23, 2024
  • stayinkeylife
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Facciamo un po’ di chiarezza sul tessuto adiposo: il nostro corpo dispone di varie tipologie di tessuto adiposo, i due più importanti sono quello bruno e quello bianco.

Tessuto adiposo bruno

Il tessuto adiposo bruno aiuta a bruciare calorie, regola il bilancio energetico dell’organismo e la temperatura corporea e rappresenta un importante alleato nel controllo del peso corporeo.

Tessuto adiposo bianco

Il tessuto adiposo bianco, invece, serve semplicemente da organo tale da immagazzinare energia a cui attingere in caso di necessità. Ma questo tessuto svolge numerosi ruoli funzionali molto importanti tra cui la sintesi di molte sostanze biologicamente attive come le adipochine, sostanze capaci di regolare il metabolismo, la sensibilità dell’insulina e di svolgere importanti funzioni cardiovascolari.

Si è visto, tramite l’osservazione scientifica, che il tessuto adiposo bruno è scarso negli individui più grassi e ciò si potrebbe spiegare con un’alterazione che avviene quando l’eccesso del tessuto adiposo bianco fungendo da “barriera isolante” non necessita di un tessuto che sviluppa calorie.

Alcuni ricercatori di Boston della Harvard Medical School hanno dimostrato che nei topi di laboratorio esiste un fattore per la regolazione della produzione di grasso bruno da cellule embrionali immature. Le ricerche gettano le basi per una migliore comprensione del ruolo del tessuto adiposo bruno nel nostro organismo e le possibili future applicazioni per ridurre l’obesità.

tessuto adiposo bruno e bianco

Infatti laddove esso è carente si determina insulino resistenza e le cellule adipose accrescono di volume e producono mediatori dell’infiammazione.

Un altro mediatore importante con funzione protettiva e l’adiponectina che si riduce nell’obesità, il muscolo si infiltra di grasso all’interno delle sue strutture e ciò è deleterio perché il muscolo diviene insulino resistente.

Il tessuto adiposo bianco è un grasso malato, perché è molto infiammato (“ite” del resto è il suffisso che in medicina aggiungiamo alle parole per indicare un’infiammazione tissutale: cellulite, tendinite, bronchite e così via). Ogni cellula adiposa bianca contiene una sola goccia piena di grassi che ne occupa una gran parte del volume.

I mitocondri, che sono i preziosi polmoncini della cellula, sono piccoli, schiacciati alla periferia, respirano poco, e infatti sono asfittici.

La cellula soffre così come il nucleo, che è il quartier generale perché contiene il codice genetico con tutte le informazioni utili alla vita e alla salute, e che sia quando funziona che quando è in malattia è in allarme lavorando male.

Produce pertanto grandi quantità di sostanze negative per l’organismo di tipo infiammatorio e ormonale, tra queste un estrogeno aggressivo: l’estrone che aumenta il rischio di tumori al seno e all’utero, rischio fino a cinque volte maggiore nelle persone obesi e cellulitiche.

Aumenta l’angiotensinogeno, che fa aumentare la pressione, ostacola l’utilizzo periferico dell’insulina, favorendo sindrome metabolica e diabete, con tutti i problemi associati a medio e lungo termine.

Più i mitocondri sono asfittici, più la cellula non funziona, più detritici e sostanze ossidanti si accumulano, più la cellula va incontro alla morte.

Arrivano così gli spazzini cellulari, i macrofagi, per ripulire il tessuto. Ogni cellula che muore libera purtroppo migliaia di altre sostanze infiammatorie: citochine che, riversate nel sangue, intossicano l’intero organismo.

Tessuto adiposo bianco e bruno: differenze

Il tessuto adiposo bianco è quindi poco vascolarizzato, è infiammato, è tossico per la salute metabolica, cardiovascolare, nervosa, oltre che aumentare il rischio di cancro. Più siamo infiammati, più siamo malati.

Il tessuto adiposo bruno, invece, è bello e sano. Le cellule brune hanno mitocondri in gran forma che respirano benissimo e ossigenano ogni compartimento della cellula, consentendole di lavorare al meglio.
Sono tipiche degli sportivi e di chi fa attività fisica in maniera regolare. Il nucleo è efficiente e i geni lavorano alacremente per la salute. I lipidi sono presenti in goccioline piccine, facili da utilizzare per produrre energia di qualità.

Il ruolo della vitamina D

Ovviamente è importante mantenere un buon livello di vitamina D, essenziale per favorire il passaggio dal grasso bianco al grasso bruno e per ridurre ovviamente il passaggio inverso. Le donne che hanno ottimi livelli di vitamina D fanno un’attività fisica più vivace e più spesso e di conseguenza hanno muscoli più in forma per massa e tono e migliorano anche la performance.

In più se la donna fa attività fisica aerobica quotidiana con un buon ritmo migliora la vascolarizzazione periferica anche nel tessuto di posa che ha fame di ossigeno per restare bruno. L’aumento della capillarizzazione, ossia della percentuale di capillari profondi che si dilatano rapidamente in risposta all’allenamento quotidiano aerobico consente l’ossigenazione rapida ed efficace del tessuto di posa e la rimozione altrettanto rapida ed efficace delle scorie.

La sinergia con la vitamina D facilita la formazione delle piccole goccioline di grasso che può essere subito ben utilizzato per scopi energetici; in più l’insulina viene utilizzata in modo ottimale e il pancreas, che la produce, lavora ancora meglio felice ovviamente di sentire la glicemia a livelli normali.

E per quanto riguarda le ossa?

Queste tornano in forma ancora di più se la donna si trova a cavallo della menopausa, in cui si ha un’accelerata della perdita ossea, tranne nelle sportive con ottimi valori di vitamina D.

Queste sono le ragioni per cui abbiamo preferito, nella scelta delle vitamine da associare al nostro integratore kVIT, di inserire ottime concentrazioni di vitamina D3 e K2.

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