Introduzione
Giornali, riviste, radio, tv, post, reel, tiktok e stories sempre di più parlano di longevità. Come è evidente, il tema della longevità sta generando molto interesse, nuovi posti di lavoro e nuove figure professionali: avete mai sentito parlare di biohacking coach o biohacker?! Ovvero, quella persona che aiuta a modificare il proprio stile di vita e l’ambiente che ci circonda per innescare cambiamenti che puntano alla longevità.
Non si tratta solo dell’ultima tendenza ma si tratta di nuove conoscenze in ambito medico-scientifico. Infatti, negli ultimi anni, sono stati fatti numerosi passi in avanti in termini di longevità. Basti pensare ai sempre più numerosi summit medici sul tema e guardare al pullulare delle cliniche che promettono una vita più longeva.
Si è capito che invecchiamo a causa di una serie di cambiamenti cellulari e fisiologici, sulla cui base sono stati individuati dei pilastri, ovvero dei marcatori, della longevità.
Senza scendere nel dettaglio di ogni marcatore cellulare, possiamo semplificare dicendo che con il passare degli anni ci sono alcune alterazioni sia dentro che fuori la cellula che portano ad un accumulo di errori che a loro volta causano perdita di tessuto osseo, diminuzione della cartilagine, perdita di muscolo e forza, accumulo di grasso addominale, ridotti livelli di energia, debolezza e fragilità. Ovvero quelle condizioni che si trovano alla base di numerose patologie che insorgono con l’età. Come diabete di tipo 2, problemi cardiovascolari, patologie neurodegenerative, osteoartrite, multimorbilità e cancro.
Per cercare di influenzare positivamente questi pilastri è necessario controllare alimentazione, attività fisica, stile di vita ma anche salvaguardare la salute mentale e seguire una giusta integrazione alimentare a supporto.
Negli ultimi anni è stata prodotta una vasta letteratura e numerose ricerche sulla correlazione fra alimentazione e longevità. Di base nulla di nuovo, da sempre sappiamo che un’alimentazione bilanciata e corretta ci mantiene più sani a lungo.
“Noi siamo quello che mangiamo”
— Ludwig Feuerbach, Filosofo tedesco
La cosa interessante è la correlazione che c’è fra i protocolli VLCKD, di cui Keylife è una fra le migliori linee per rigore scientifico, tecnologia alimentare e bontà dei prodotti, e la longevità. Infatti, con questa tipologia di dieta interveniamo proprio sui pilastri della longevità e sulle patologie elencate prima. Per citare alcuni dei benefici, ecco un breve elenco:
- Miglioriamo i parametri ematici (colesterolo, trigliceridi, glicemia, etc) e quindi miglioriamo il diabete e riduciamo il rischio di malattie cardiovascolari
- Miglioriamo il muscolo e le articolazioni
- Aumentiamo i livelli di energia
- Abbassiamo l’infiammazione cronica che è alla base di ogni patologia nonché pilastro della longevità
- Riequilibriamo il microbiota intestinale (pilastro della longevità)
- Regoliamo le disfunzioni del mitocondrio (pilastro della longevità)
e tanto altro…proprio da queste evidenze scientifiche, e dall’evidenza dell’importante ruolo che questo regime a basso contenuto calorico ha, che si sono sviluppate le diete mima digiuno e digiuno intermittente di cui parleremo in uno dei prossimi articoli.
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