Introduzione
Sopravvivere a lunghi periodi senza cibo è stato parte integrante dell’evoluzione umana, plasmando la nostra fisiologia in modi profondi. Nonostante ciò, sappiamo poco su come il corpo umano risponde alla restrizione calorica prolungata, al di là di un passaggio dal glucosio al metabolismo dei corpi grassi e chetonici.
Cosa succede quando fai un digiuno di 7 giorni?
Un recente studio approfondisce questo ambito, facendo luce sugli adattamenti sistemici che si verificano durante un digiuno prolungato.
Nello studio, 12 volontari (di cui 5 donne e 7 uomini) sono stati sottoposti a un digiuno di 7 giorni di sola acqua, con campioni di sangue giornalieri. I ricercatori hanno misurato i livelli plasmatici di quasi 3.000 proteine per generare un quadro dettagliato della risposta sistemica al digiuno prolungato.
Che cosa hanno trovato?
I partecipanti hanno perso in media 5,7 kg (±0,8 kg do oscillazioni) di peso durante il periodo di digiuno. Come previsto, c’è stato un passaggio dall’utilizzo del glucosio a quello dei grassi nei primi 2-3 giorni e un aumento dei chetoni durante il periodo di digiuno.
Ma al di là della semplice perdita di peso, l’indagine ha rivelato una risposta proteomica* complessa
Cos'è la proteomica?
La proteomica è il campo della biologia che si occupa dello studio completo delle proteine presenti in un determinato organismo o sistema biologico, inclusi la loro struttura, funzione e interazioni. Questo campo è importante per comprendere i meccanismi molecolari che regolano processi biologici fondamentali e per identificare biomarcatori per malattie, oltre a fornire informazioni cruciali per lo sviluppo di farmaci e terapie mostrando nove distinti profili di adattamento.
Ciò che è particolarmente interessante è che i cambiamenti sistemici nel corpo erano percepibili solo dopo tre giorni di completa privazione calorica, con pochi cambiamenti che si verificavano dopo solo 24 o 48 ore di digiuno. Questa scoperta è in linea con gli studi che mostrano benefici limitati da digiuni di sole 24 o 48 ore (oltre la perdita di peso).
Sorprendentemente, lo studio ha scoperto che la firma del digiuno non era solo incentrata sugli aggiustamenti metabolici, ma comprendeva anche profondi adattamenti non metabolici. Ad esempio, la proteina della matrice extracellulare tenacina-R specifica per il cervello ha subito cambiamenti estremi, suggerendo potenziali implicazioni per le funzioni neurologiche.
I ricercatori hanno anche valutato le conseguenze sulla salute associate ai cambiamenti proteici. Hanno identificato circa 212 proteine implicate in oltre 500 risultati, comprese le proteine legate all’artrite reumatoide e alle malattie cardiache.
Nel complesso, questo studio rappresenta un progresso significativo nella nostra comprensione del digiuno prolungato negli esseri umani ed evidenzia potenziali bersagli terapeutici per la modulazione.
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